Una montagna più di tutte le altre significa Sardegna, almeno per chi la ama e non si sofferma sul bagnasciuga delle spiagge più conosciute. Il Supramonte, con le sue inarrivabili creste bianche, spoglie di vegetazione, domina come un patriarca silenzioso tutto il territorio che dalla Barbagia propriamente detta, si butta a mare, in un intreccio di gole, canyon, torrenti e strapiombi, paragonabili a certe aree geografiche dell’America.
Qui la natura si prende una vistosa rivincita sulla mano dell’uomo, tanto che chi visita queste zone deve adattarsi al trekking equestre o a quello a piedi, tra lunghe passeggiate e impervie scalate che richiedono un minimo di preparazione, con la certezza di venir ripagati abbondantemente da panorami magniloquenti che spiegano i perché di una terra millenaria.
La montagna di Oliena è arcigna, ma le vette, come ovunque in Sardegna, appaiono a tratti spianate dal vento, opera miracolosa di milioni di anni, mentre le viscere trattengono le sorprese. Tutta la regione montagnosa che dalla punta di Monte Su Cosidore scende verso Cala Goloritzè è un’alternanaza di gole, anfratti, paesaggi lunari, nei quali non è difficile imbattersi in massi calcarei ciclopici, che sembrano essere venuti giù dal cielo.
Un recento progetto in associazione tra varie istituzioni, tra le quali la Provincia di Nuoro, ha proposto una valorizzazione di questo territorio, unificandolo, nell’idea, alla figura del cavallo, animale ricco di storia e protagonista delle vicende dei sardi, nei secoli passati. Ippovie e itinerari a cavallo, proposti allo scopo di scoprire una Sardegna alternativa che spezza il cuore.
Oliena è il centro principale di questo itinerario, raggiungibile anche dalle falde del Supramonte, prendendola alle spalle, oppure da Nuoro, accompagnati dalle immagini costanti dell’imponente Monte Corrasi, che qui domina la scena. E’ assolutamente obbligatorio visitare il Supramonete, preparando una escursione alle fonti carsiche de Su Cologone e al Monte Tiscali, ricco di resti nuragici, raggiungibile passando attraverso la dolina, una grotta scoperchiata, lungo tutto la valle di Lanaitho. Ancora con una passeggiata a cavallo è possibile riscendere verso il fianco scosceso della montagna, fino a lambire un’altra vetta famosa da queste parti: il Monte Ortobene, che veglia su Nuoro.
Sempre vicino a Tiscali, la gola di Su Gorropu ci richiama dei paesaggi senza tempo, stretti passaggi tra fianchi alti quasi cinquecento metri, a strapiombo, il paradiso degli escursionisti. Andando avanti, verso Dorgali e l’Ogliastra di Baunei, scendendo a valle seguendo il corso dei torrenti, ci si avvicina al mare più bello di Sardegna, con una commistione di carsismo, desolazione, sabbie bianche e fondali smeraldini. I nomi di Cala Luna, Cala Gonone, Cala Goloritzè sono suggestivi abbastanza per suggerirvi di scegliere il posto dove trascorrere le vacanze.